La Valutazione d’Impatto sulla Salute (VIS) è maturata come forma di valutazione d’impatto negli ultimi due decenni. L’uso dei metodi e degli approcci della VIS si è diffuso rapidamente e ora è applicata sia nel settore pubblico sia in quello privato in un numero crescente di paesi nel mondo. Si aprono nuovi scenari lavorativi anche per i Biologi libero-professionisti. Con questo intento Enpab, nella linea di sostegno ai redditi dei suoi iscritti per aumentare la contribuzione e dunque le pensioni ha organizzato a Salerno, i prossimi 8 e 9 febbraio un corso di formazione con il riconoscimento di crediti Ecm.

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Sede congressuale

Grand Hotel Salerno
Lungomare Clemente Tafuri, 1 - Salerno

RELATORI E MODERATORI

Francesco Aliberti - Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli
Simona Brancaccio - U.O. Valutazioni Ambientali Regione Campania, Napoli
Vincenzo Buongiorno - Università degli Studi di Salerno
Francesco De Caro - Università degli Studi di Salerno
Raffaella Degan - Università degli Studi di Torino
Domenico Della Porta - Responsabile Dipartimento di Prevenzione Servizio Sanitario Regione Campania, Salerno Margherita Ferrante - Università degli Studi di Catania
Mauro Ferrara - Assessorato Ambiente Regione Campania, Napoli
Giorgio Gilli - Università degli Studi di Torino
Ilaria Silvia Rossella Gorrasi - Università degli Studi di Torino
Maria Grazia Micieli - Presidente Commissione Ambiente e Sicurezza ENPAB, Siracusa
Gea Marzia Oliveri Conti - Università degli Studi di Catania
Annamaria Rossi - Responsabile Centro Riferimento Legionella ARPAC, Salerno
Arcangelo Saggese Tozzi - Servizio Sanitario Regione Campania, Salerno
Stefano Sorvino - Commissario ARPAC, Avellino
Tiziana Stallone - Presidente ENPAB, Roma
Angelina Zambrano -
Consigliere di Indirizzo Generale ENPAB, Salerno

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Inizia oggi l’Educazione finanziaria di Enpab in collaborazione con Edufin. La previdenza e la finanza saranno raccontate ogni quindici giorni attraverso parole chiave che diffonderemo in Rete e i sui Social network.

Buona formazione e buon lavoro a tutti!

#SISTEMACONTRIBUTIVO #CAPITALIZZAZIONE 

Perché una #pensione in un sistema previdenziale contributivo è immediatamente condizionato al #lavoro? E cosa è la #capitalizzazione in un sistema previdenziale contributivo?

Nel 1995 il sistema di calcolo delle pensioni viene innovato con l’adozione di un criterio di calcolo che si basa quasi esclusivamente sulla proporzionalità tra contributi e ammontare della prestazione pensionistica stessa.

Per un attimo mettiamo da parte il quasi e concentriamoci sulla proporzionalità: maggiori sono i contributi previdenziali che un Biologo (nel nostro caso) libero professionista versa all’Ente di previdenza durante la vita lavorativa migliore sarà la sua prestazione. 

In questa definizione è stata introdotta un’altra variante la #vitalavorativa che mediamente è di almeno trentacinque\quarant’anni, il che significa che un ingresso tardivo nel mondo del lavoro penalizza anche il libero professionista che riuscirà ad accumulare minori #risparmiprevidenziali di conseguenza anche la prestazione previdenziale ne risentirà. 

In sintesi: se la prestazione è legata alla contribuzione e la contribuzione a sua volta altro non è che una percentuale del reddito professionale, è ovvio che quanto più un libero professionista produce reddito maggiore sarà la contribuzione che verserà durante la vita lavorativa e migliore sarà la prestazione pensionistica. 

Se consideriamo poi che reddito professionale e lavoro sono le facce di una stessa medaglia ecco chiarito l’”arcano”. 

Svelato questo elementare principio che potremmo dire logico matematico che governa il #sistemacontributivo, si comprende perché un Ente di previdenza investe molte delle sue risorse disponibili nelle azioni di #welfare a sostegno della #professione e dei #redditi dei liberi professionisti e per le #StartUp

Passiamo ora alla #capitalizzazione che chiarirà ciò che avevamo lasciato sospeso il “quasi”. Nel sistema contributivo la prestazione pensionistica è condizionata, in parte e sempre nel suo valore economico, oltre che dai contributi (come abbiamo detto) anche dalla #rivalutazione

La rivalutazione corrisponde a quel qualcosa in più che ciascun Ente annualmente riconosce singolarmente ai liberi professionisti sui contributi versati. 

Quel qualcosa in più è fissato nella sua misura direttamente dalla legge di riforma che ha introdotto il sistema contributivo ed è pari alla media del #PIL nominale. In altri termini alla contribuzione versata dagli iscritti si somma la rivalutazione degli stessi contributi, che viene e deve essere assicurata dall’Ente di previdenza, il totale tra contributi e rivalutazione corrispondono all’ammontare sul quale calcolare la pensione. Perché tecnicamente si parla di capitalizzazione? Perché quella somma ulteriore (la media quinquennale del PIL nominale) a carico degli Enti di previdenza una volta sommata ai contributi diventa essa stessa contributo previdenziale e l’anno successivo sarà a sua volta rivalutata (capitalizzata). A questo punto introduciamo un nuovo concetto tecnico ma elementare: la somma proprio dei contributi versati e della loro rivalutazione (che formano un tutt’uno) viene definita #montantecontributivo. Il montante contributivo altro non è che il salvadanaio che al momento del pensionamento viene “rotto” e sul quale applicando un #coefficienteditrasformazione del risparmio in rendita viene determinata la pensione.

#previdenza #assistenzastrategica #welfareattivo #politicheattive #lavoro #pensioni #futuro #biologi #Edufin

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