omini fila coloratiIn momenti come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da incertezze sociali ed economiche, il compito di un Ente di Previdenza è quello di essere più che mai vicino ad i suoi iscritti. Questo è tanto più vero se la Cassa di previdenza è di natura categoriale e tutela professionisti che operano nello stesso campo degli amministratori dell’Ente. Questa sinergia professionale permette ai responsabili della Cassa di previdenza di essere in perfetta sintonia con gli iscritti conoscendo, per diretta esperienza e per quotidiana attività, i problemi, le criticità ed i punti di forza della professione.

In assenza di questi presupposti, sarebbe più difficile individuare ed intercettare i bisogni dei colleghi e proporre soluzioni adeguate.

Questa breve premessa mi permette di illustrarvi con qualche dettaglio le delibere del CdA e del CIG dell’ENPAB relative all’adeguamento della pensione indiretta al minimo previsto dall’INPS. In altri termini, la pensione di reversibilità erogata a favore dei nuclei familiari dei biologi deceduti, la cui pensione, per la brevità dei periodi contributivi, non raggiunge nemmeno il minimo sociale, viene integrata a 5.424,90 euro annuali, oltre le rivalutazioni dovute per legge.

I requisiti necessari per accedere all’integrazione sono i seguenti: a) essere familiari superstiti di iscritti deceduti che hanno maturato un trattamento pensionistico in forma indiretta per l’anno 2013 inferiore a 5.424,90 euro, b) rientrare nella soglia di reddito familiare non superiore a 30.000 euro secondo i criteri ISEE. (indicatore della soglia economica equivalente). Da una simulazione di una possibile situazione tipo (famiglia con 4 componenti, di cui uno minore ed in assenza di uno dei genitori, con abitazione di proprietà, con somma dei redditi di tutti i componenti pari a 58.000 euro, con patrimonio mobiliare di 10.000 euro e valore ICI dell’immobile di abitazione di 150.000 euro) il reddito ISSE è pari a 29.369 euro. Quindi, come si vede, la soglia ISEE di 30.000 euro di reddito corrisponde ad un reddito effettivo piuttosto elevato, ampliando in questo modo la platea dei beneficiari.

Quest’intervento di sostegno economico è stato realizzato nell’ambito delle attività assistenziali dell’ENPAB ed è stato reso possibile grazie all’oculata gestione operata dall’Ente in questi anni. Le attività di assistenza sono infatti realizzate utilizzando le entrate provenienti da una parte del contributo integrativo pari, come tutti ormai sapete, al 4% dell’importo riportato nelle vostre fatture come somma a carico del cliente. Il 2% di queste cifre vengono utilizzate per le spese di gestione dell’Ente e per gli interventi di assistenza,il rimanente 2% viene utilizzato a fini previdenziali ed interamente versato sui montanti degli iscritti. Più è virtuoso l’Ente, più alte sono le cifre da destinare ad interventi assistenziali a favore dei colleghi. Tali interventi, che sono a beneficio di tutti gli iscritti, che siano o no pensionati, sono da considerarsi come un sostegno al reddito o alla pensione. La scarsa autonomia che le Casse hanno nei confronti delle attività di previdenza, rigidamente definite da norme ministeriali, è in qualche modo controbilanciata dalla possibilità di operare nel settore dell’assistenza con interventi mirati al benessere individuale ed all’integrazione del reddito. Le attività messe in essere in questo settore sono tante ed invito tutti a consultare il nostro sito web sia sotto la voce “Assistenza” che sotto la voce “Convenzioni” per scoprire tutte le iniziative già attivate.

L’assistenza ha però un obiettivo più ambizioso, quello di poter definire un “welfare” dei professionisti che sia in grado di funzionare da ammortizzatore sociale nei momenti di crisi professionale. Su quest’argomento, di cui abbiamo dato ampi dettagli sull’ultimo numero di ENPABMagazine, si focalizzerà l’impegno dei Consigli dell’Ente nell’immediato futuro.

Il Presidente
Dott. Sergio Nunziante

Enpab

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