Siamo giunti alla IV edizione dell’evento molto atteso per i nostri Biologi nutrizionisti. La Giornata nazionale del Biologo nutrizionista in piazza che si profila anche quest’anno come un grande evento di prevenzione ed educazione alimentare, al momento unici strumenti per favorire il benessere della popolazione.


I NUMERI

Dalla prima edizione pilota, che si è tenuta nel 2014 in 4 città campione (Milano, Roma, Napoli e Bari), coinvolgendo 120 biologi e oltre 600 persone contattate i numeri sono cresciuti esponenzialmente superando i 500 biologi in piazza e oltre 5.000 persone contattate nell'ultima edizione 2016.

IL PROGETTO

L’idea, nata nel 2014 per prestare un servizio sociale sul territorio di prevenzione primaria in cui potevano essere rilevate le abitudini alimentari e di stile di vita della popolazione ha innescato un processo di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione del sovrappeso e dell’obesità. La sistematica raccolta di dati utili sullo stato nutrizionale della popolazione e l’individuazione dei principali errori alimentari ha portato sempre di più a far conoscere la figura professionale del “biologo nutrizionista” e il suo compito cruciale nella prevenzione primaria di obesità, sovrappeso e patologie correlate.

LE FINALITÀ

Come ben evidenziato dalle nostre Linee Guida per il welfare attivo e per il sostegno al lavoro - approvate come autoregolamentazione dal Consiglio di amministrazione il 21 luglio 2016 – il welfare integrato è inteso come «Insieme delle diverse iniziative messe in atto da un Ente di previdenza, che si integrano per una finalità comune: garantire il benessere dei propri iscritti attraverso un sostegno al professionista, una promozione della sua attività, un aiuto al reddito professionale. Il tutto con l'obiettivo di incrementare le future prestazioni pensionistiche».

Con queste premesse il progetto si sviluppa su tre principali filoni di welfare attivo:

Visibilità – Il sostegno strategico della categoria - sostegno dei redditi, del lavoro, della professione - passa attraverso la visibilità della professione, promossa attraverso la maniera più nobile: «donare il proprio lavoro». Un servizio sociale del biologo come promozione di frontiera.

Osservatorio - La Giornata nazionale del biologo nutrizionista in piazza sta diventando un «osservatorio» delle abitudini alimentari degli italiani. Abbiamo già realizzato un e-book con i dati riferiti al 2015. Per il 2016, i dati elaborati, e due tesi di laurea condotte da studenti di Tor Vergata - discusse con il massimo dei voti - saranno presentati dalla presidente Enpab Tiziana Stallone il prossimo 8 marzo, alle ore 12,00 sulla piattaforma EnpabTV. Dopo tale presentazione anche questo e-book sarà disponibile per tutti.

Orientamento pratico di studenti che potranno assistere al lavoro dei biologi nutrizionisti sul campo. Valido sostegno in sinergia con l’alternanza scuola-lavoro.

La selezione avverrà tenendo conto di tre prerequisiti, nelle cui aree saranno reclutati i Biologi:
- esperienza da più di 5 anni nel campo della nutrizione;
- essersi da poco iscritto all’Enpab;
- aver già partecipato ad una passata edizione della Giornata del Biologo nutrizionista in piazza;
- essere studenti di Biologia
 
Lunedì 20 febbraio saranno pubblicate le modalità di partecipazione alla selezione che avverrà tenendo conto dell’ordine temporale di arrivo delle domande.

 

 

Per rispondere alle sempre più frequenti richieste di chiarimento, sia da parte degli Enti di previdenza che da singoli liberi professionisti, nei casi in cui questi ultimi risultano iscritti in Italia all’albo professionale pur esercitando la loro attività esclusivamente in un altro stato membro dell’UE, la Direzione Generale del Ministero del Lavoro ha inoltrato agli Enti di previdenza le disposizioni relative alla legislazione in materia.

«In tali casi - si legge nelle disposizioni - in base al principio generale della lex loci laboris, ripreso nell’art. 11.3.a) del Regolamento 883/2004, il professionista sarà assoggettato esclusivamente alla legislazione previdenziale del Paese in cui svolge la propria attività lavorativa e sarà quindi esonerato dall’obbligo contributivo che scaturisce dall’iscrizione ad un albo professionale».

Come precisato nella stessa nota «la norma del Regolamento europeo è di diretta applicazione nell’ordinamento italiano e prevale sulla normativa nazionale».

Da un punto di vista procedurale, la nota del Ministero prevede:

«(...) di regola l’individuazione dell’unica legislazione applicabile viene certificata dall’apposito modello A1, che però non è previsto nei casi di svolgimento di attività lavorativa in un solo Stato membro. Data la particolarità della normativa nazionale, che prevede un obbligo assicurativo derivante dalla mera iscrizione ad un albo, un ordine o un elenco professionale, anche in mancanza di attività lavorativa in Italia, si pone il problema di come attuare l’art. 11.3.a) nei casi di cui trattasi».

La Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale sta esaminando la possibilità di estendere l’uso del certificato A1 anche ai casi di svolgimento di attività lavorativa in un solo Stato membro, ma non è ancora pervenuta ad una determinazione in tal senso.

Pertanto gli Enti di previdenza possono accettare, in luogo dell’A1, una certificazione contributiva rilasciata dall’istituzione competente dello Stato membro in cui il professionista svolge la sua attività in modo esclusivo.

 

Interesserà altri tre Biologi oltre i tre già selezionati

La convenzione prevede l’impegno di ARPA Lazio ad accogliere presso le proprie strutture altri tre Biologi liberi professionisti selezionati da ENPAB tra i propri iscritti, secondo le regole statuite dall’Ente, per lo svolgimento di un periodo di attività pratica che non costituisce comunque rapporto d’impiego.

I primi tre Biologi, già selezionati in precedenza e che hanno completato il periodo formativo di un trimestre, hanno ottenuto una proroga di ulteriori tre mesi di formazione presso l'Arpa. Sono così 6 i Biologi Enpab impegnati nel percorso formativo altamente professionalizzante.

La pratica professionale ha lo scopo di fare acquisire al praticante le competenze in una delle seguenti materie:

Attività di Laboratorio in:

Acque: l’analisi di diversi parametri dell’acqua come previsto dalla normativa vigente per quanto riguarda le acque destinate al consumo umano, le acque superficiali, le acque di piscina e le acque reflue.

Alimenti e bevande: metodiche di analisi batteriologiche sui campioni di alimenti e bevande prelevati dal personale delle ASL e da altri Enti tra i quali i NAS, la Guardia di Finanza, gli Uffici di Sanità Marittima e Aerea.

Legionella: metodiche di ricerca della legionella: colturale e molecolare (PCR). Eventuale affiancamento al personale tecnico dell’Agenzia durante l’attività di controllo e accertamento attraverso sopralluoghi, ispezioni e campionamento a sostegno dell'attività preventiva di monitoraggio di strutture ricettive, sia pubbliche che private.

Inquinamento Acustico: Pratica su inquinamento acustico ambientale finalizzato all’attività “non occasionale” descritta nel D.P.C.M. del 31/03/98 Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l'esercizio dell'attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell'art.3, comma 1, lettera b), e dell'art. 2, commi 6, 7 e 8, della Legge quadro sull’inquinamento 26 ottobre 1995, n. 447 e Determina Dirigenziale n. 1367 del 30maggio 2007 per iscriversi negli elenchi Regionali dei Tecnici Competenti in Acustica.

Inquinamento Atmosferico: Pratica nelle attività di monitoraggio della qualità dell'aria, centraline di rilevamento fisse, attività di rilievo effettuate con mezzi mobili in zone del territorio potenzialmente critiche. Esercitazioni su modelli di simulazioni di dispersione degli inquinanti, finalizzate ad una valutazione previsionale a breve termine sulla qualità dell'aria. Attività di controllo delle emissioni di sostanze inquinanti da impianti industriali indirizzate a verificare il rispetto dei valori limite di emissione in atmosfera, fissati in sede di autorizzazione dell'impianto.

Secondo Maria Grazia Micieli Presidente della Commissione Ambiente e Sicurezza, l'Enpab ha interesse a eseguire il ruolo di promotore d’interventi di welfare in favore dei propri iscritti realizzando quei compiti riconosciuti dall’art. 10 bis della legge n. 99/2013, consapevole dell'importanza della funzione istituzionale prioritaria di assistere il professionista Biologo iscritto all'Ente, oltre che per i riflessi previdenziali positivi connessi ad iniziative a sostegno e promozione della libera professione.

L’abilità professionale, concretamente acquisita, rappresenta un titolo utile per la promozione ed il sostegno dell'attività professionale del Biologo, nonché un valido strumento per avvantaggiare l'ingresso dei giovani professionisti nel mercato del lavoro.

 

 

L’Enpab riconosce un’indennità giornaliera in favore degli iscritti che, a causa di infortunio o malattia, non abbiano potuto esercitare in maniera assoluta la professione, a causa proprio della conseguente "inabilità temporanea".
L'Ente assicurerà un sussidio economico, compensativo del mancato guadagno, per un periodo massimo di sessanta giorni, nell’intero anno solare, con esclusione degli eventi che abbiano determinato una "inabilità temporanea" di durata inferiore ai sette giorni continuativi.


La malattia o l’infortunio e la relativa durata di "inabilità temporanea" devono essere attestati con appositi certificati rilasciati da struttura pubblica.
Il sussidio non è dovuto qualora lo stesso evento sia ricompreso tra quelli coperti da polizze sanitarie e assicurative, comprese quelle stipulate dall'Ente a favore dei propri iscritti.
Il sussidio non è cumulabile, per lo stesso periodo, con le altre forme di indennizzo, di cui alla normativa per la tutela della maternità a favore delle libere professioniste.
Il beneficio assistenziale deve intendersi quale contribuzione a carattere straordinario e viene concesso per gli importi deliberati dal Consiglio di amministrazione e fino all’esaurimento delle somme stanziate.

Possono beneficiare dell’indennità di infortunio o malattia gli iscritti attivi che
a) siano in regola nel rapporto con l’Ente
b) a causa dell'infortunio o della malattia, non abbiano potuto esercitare la professione in modo assoluto e totale
c) l’evento si sia verificato successivamente l’iscrizione all’Ente
d) il reddito familiare, così come risultante dal modello ISEE, conseguito nell’anno precedente la domanda non sia superiore a 30.000,00 euro

 

Coloro che intendono richiedere il sussidio dovranno presentare apposita domanda di ammissione avvalendosi dei moduli predisposti dall'Ente e che saranno reperibili nei prossimi giorni direttamente dall'area riservata del sito www.enpab.it

 

pdfScarica Regolamento

 

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