Biologi in clinica n copiaAL VIA IL SECONDO TIROCINIO DI “BIOLOGI IN CLINICA

Il progetto BIOLOGI IN CLINICA, nato dall’accordo Enpab-GVM, ha la finalità di favorire una formazione mirata del biologo alla nutrizione applicata in ambito clinico, con successivo inserimento di professionisti selezionati in attività pratiche che si svolgeranno direttamente in reparto. Il progetto, iniziato sperimentalmente lo scorso settembre nelle cliniche GVM di Bari e Lecce, ha consentito la formazione di 16 biologi nutrizionisti nel campo dell’immuno-allergo-nutrizione e della nutrizione applicata in ambito clinico. I biologi Enpab libero professionisti, hanno così potuto ampliare la loro conoscenza ed acquisire nuove competenze, seguiti da 4 biologi tutor assegnatari di borse di studio Enpab e dallo staff della clinica.

Il tirocinio di Bologna consentirà la formazione di 8 biologi, con le stesse modalità. L’iniziativa di formazione sul campo consentirà a tutor e tirocinanti di acquisire ecm (nella foto in basso a sinistra il gruppo dei tirocinanti e a destra le due tutor Laura De Santis e Marta Molinari).

Al fine di rendere concreto il lavoro svolto, i partecipanti al progetto verranno coinvolti in iniziative editoriali.

«Questo progetto - sostiene il Presidente Sergio Nunziante - è esattamente la realizzazione di una visione che da anni perseguiamo in Enpab. Una visione che ha previsto in un primo tempo la professionalizzazione del biologo e adesso la realizzazione grazie alla piattaforma Biology Forum e a progetti sul campo come Biologi in clinica che, oltre a rappresentare l’applicazione pratica di un’esigenza professionale, s’inseriscono in una normativa che anche i legislatori avevano previsto per aiutare i giovani professionisti».

bologna2L’accordo pilota, siglato il 7 Febbraio scorso a Bari, si colloca nell’ambito dell’art. 10 bis della legge n. 99/2013che riconosce agli Enti di previdenza professionale la facoltà di realizzare "interventi di promozione e sostegno al reddito dei professionisti ed interventi di assistenza in favore degli iscritti", nonché di attuare "funzioni di promozione e sostegno dell'attività professionale...al fine di anticipare l'ingresso dei giovani professionisti nel mercato del lavoro".

La filosofia dell’Enpab è promuovere attività formative che innalzino le competenze professionali e permettano la competizione sul mercato del lavoro in base alla qualità del servizio alla società. L'attività di nutrizione applicata alla clinica, promossa da quest’accordo, è un importante sostegno all'attività professionale del Biologo nutrizionista, ma rappLe due tutor Laura De Santis e Marta Molinariresenta anche un valido strumento per facilitare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

La GVM Care & Research è una rete di strutture sanitarie dislocate in otto regioni italiane, di cui fanno parte Ospedali di alta specialità, polispecialistici e day surgery, accreditata come partner del servizio sanitario del Paese e come polo d’eccellenza, in particolare per il trattamento delle patologie cardiovascolari e per l’immunonutrizione.

La struttura è abilitata a organizzare tirocini pratici in ambito clinico, per l’addestramento e lo sviluppo delle capacità professionali dei biologi nutrizionisti nelle strutture pubbliche e private accreditate.

Cari Amici,
il nostro augurio per il 2015 è di corrispondere sempre più alle aspettative di tutti. Con determinazione e coraggio, con dedizione e passione l'Enpab sarà presente nella vita professionale di ciascuno di voi, adoperandosi per stabilire sempre di più un contatto diretto che ci consenta di leggere i tempi e sviluppare strategie di sostegno e sviluppo professionale e assistenziale.
Ancora Auguri.                                                                                               
Sergio Nunziante

 

nunziante smallNon ho mai commentato gli sterili e a volte assurdi addebiti verso chi gestisce il nostro Ente di previdenza ripetuti da alcuni rappresentanti del nostro Ordine in ogni possibile consesso, social network inclusi. Ho sempre pensato che bisognasse considerarli circoscritti alle persone e mai come addebiti istituzionali.

Ritengo che gli iscritti all'Ente abbiano il sacrosanto diritto ad una gestione trasparente, libera da ingerenze esterne, del proprio montante previdenziale. Questo è il solo motivo che mi spinge oggi a mettere a vostra conoscenza cosa è stato pensato e cosa si sta realizzando da parte dell'Ordine dei Biologi. Sono stato chiamato a provvedimento disciplinare per decisioni che non ho preso, perchè non avrei mai potuto prendere, visto che un Presidente di un Ente di previdenza, e non solo lui, non ha un potere assoluto o sovrano e non può decidere cosa fare in base all'estro del momento.

Cosa per me gravissima è la contestazione mossa dall'Ordine non al biologo Sergio Nunziante nell'esercizio della libera professione, ma al Presidente dell'Enpab Sergio Nunziante per non aver fatto ciò che l'Ordine reputava doveroso fare, usurpando un ruolo di controllo sull'ENPAB che non ha e che non può in alcun modo rivendicare.

Le azioni, le decisioni e tutto quanto riguarda la gestione del nostro Ente di previdenza, proprio perchè viviamo in un sistema di regole democraticamente definite e altrettanto democraticamente da noi rispettate, sono sempre state scrutinate e approvate dai Ministeri Vigilanti e dagli altri organismi di controllo preposti alla vigilanza. Mai un rilievo sostanziale sui bilanci, mai una fuga in avanti rispetto alle linee normative e regolamentari, alle linee di indirizzo specifiche e generali, sempre condivisione assoluta sulla gestione.

Secondo il nostro Ordine e secondo il Consiglio di disciplina avrei dovuto adottare, come Presidente dell'Ente, un provvedimento di "decadenza" per il Coordinatore del Consiglio di indirizzo generale, prof. Dumontet che, prima di me, è stato deferito e poi ritenuto responsabile di violazione del codice deontologico da parte del Consiglio di disciplina. Il prof. Dumontet, con atto unilaterale e prontamente contestato dall'interessato, è stato valutato inidoneo, per incompatibilità con il suo essere professore universitario, a esercitare l'attività professionale ed a ricoprire il ruolo di Coordinatore del Cig .

Non ho nulla da rimproverami, non sono responsabile di nessuna omissione e lo dico non come atto di difesa, ma come atto di accusa nei confronti di chi ha volutamente ignorato le considerazioni su questa vicenda espresse dal Ministero del lavoro, l'unico organo competente a dirimere ogni dubbio sulla gestione degli Enti di previdenza. La risposta del Ministero è stata molto netta e chiara, nel senso che la funzione del Coordinatore era pienamente legittima. Dopo il Coordinatore Cig tocca al Presidente, la nostra Cassa, privata dei suoi vertici, verrebbe così messa nell'impossibilità di svolgere il suo ruolo istituzionale.

I fatti, purtroppo, porterebbero a smentire il principio secondo cui il potere assoluto è un dogma: il 3 dicembre sono stato costretto a comparire dinanzi al Consiglio di disciplina, non ho ancora compreso per qual motivo visto che non ho fatto altro che il mio dovere istituzionale di Presidente nel pieno rispetto delle regole e delle determinazioni dei Ministeri vigilanti.

Vorrei poter confidare nella "piena indipendenza di giudizio e autonomia organizzativa ed operativa" dei "Biologi nominati componenti del Consiglio di Disciplina" "nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e regolamentari, delle disposizioni relative al procedimento disciplinare, ... nonché nel rispetto del presente Codice Deontologico " (così recita il nostro Codice Deontologico). Vorrei anche essere convinto che il Consiglio di Disciplina sia messo in grado di poter serenamente esprimere il suo giudizio su di una vicenda francamente paradossale.

Proprio perché non sono nella condizione di dovermi difendere davanti a voi, al contrario sono nella condizione di poter criticare chi sta impropriamente tentando di interferire nell'autonomia della nostra Cassa , vi allego l'atto di contestazione che mi è stato mosso.

Cordialmente.


Sergio Nunziante

 

nunziante smallCari Colleghi,

ritengo importante porre l'attenzione sulla rivoluzione annunciata del sistema fiscale italiano per il 2015, che coinvolgerà molti giovani professionisti. Questo articolo è un ausilio per una scelta consapevole per chi ha maturato l'idea di iniziare l'attività professionale.

Il nuovo regime forfettario, in vigore dal 1° gennaio 2015, sarà penalizzante per i liberi professionisti, che avranno minori vantaggi e, quindi, minore interesse a ricorrervi, venendo sottoposti ad una tassazione più elevata. Tuttavia quanti hanno già aderito al regime dei minimi o vi aderiranno entro il 31 dicembre 2014 (cioè prima dell’entrata in vigore del nuovo regime forfetario) conserveranno i vantaggi attuali fino a scadenza, e in particolare potranno pagare un’imposta sostitutiva del 5% sul reddito effettivamente conseguito, fino a 30.000 euro di fatturato.

Qualora venisse confermata la previsione contenuta nel DDL Stabilità 2015, attualmente all’esame del Senato, il nuovo regime forfettario (in vigore dal 1° gennaio 2015) sarà molto penalizzante per i liberi professionisti che, nella maggior parte dei casi, non avranno più interesse a ricorrervi, venendo così sottoposti ad una più alta tassazione (quella ordinaria, con aliquote crescenti dal 23% al 43% del reddito).

Tuttavia coloro i quali hanno già aderito al regime dei minimi o vi aderiranno entro il 31 dicembre 2014 (cioè prima dell’entrata in vigore del nuovo regime forfetario) conserveranno i vantaggi attuali fino a scadenza, pagando un’imposta sostitutiva del 5% sul reddito effettivamente conseguito, fino a 30.000 euro di fatturato.

Regime dei minimi

L’attuale regime dei minimi - venne pensato per favorire i soggetti che iniziavano una attività autonoma per la prima volta, con regole convenienti ed efficaci. In particolare:

1) possono usufruire dell’attuale regime dei minimi i liberi professionisti che:

- iniziano un’attività professionale mai svolta prima. Se confermata la previsione normativa, il termine ultimo dell'inizio attività per avvantaggiarsi dell'attuale regime dei minimi è fissato nel 31 dicembre 2014;

- non fatturano più di 30.000 euro all’anno di lavoro professionale;

- non acquistano più di 15.000 euro di beni strumentali in totale, nell’arco di un triennio;

- non hanno spese per lavoro accessorio, dipendente ed assimilato (è invece consentita l’erogazione di compensi occasionali a terzi);

- non sono soci in nessuna società di persone;

- non hanno già aderito a regimi IVA speciali.

2) chi ha più di 35 anni di età può beneficiare del regime dei minimi per i primi 5 anni di attività; chi ha meno di 35 anni senza limiti di tempo, comunque sino al compimento del 35° anno di età.

3) applicando il regime dei minimi si paga solo una imposta sostitutiva del 5% sul reddito netto; le fatture vengono emesse senza IVA e senza ritenuta di acconto. Da indicare sempre in fattura il contributo integrativo a favore della Cassa di previdenza.

4) chi aderisce al regime dei minimi è escluso dagli studi di settore.

Nuovo regime forfettario

La legge di Stabilità per il 2015 interviene - in negativo, nei confronti dei liberi professionisti rendendo il nuovo regime forfettario non più così conveniente come il sistema in vigore fino al 31 dicembre 2014. In particolare:

- il limite di fatturato scende da 30.000 euro a 15.000 euro;

- l’imposta sostitutiva sale dal 5% al 15%;

- l’imposta non si calcola più sul reddito effettivamente prodotto, ma su soglie preordinate in base all’ambito di attività.

Anche per il nuovo regime le fatture vengono emesse senza IVA e senza ritenuta di acconto. Da indicare sempre in fattura il contributo integrativo a favore della Cassa di previdenza, chi aderisce al nuovo regime è escluso dagli studi di settore e parametri.

Permanenza nel regime fin tanto sussistono i requisiti, per cui la durata del regime è senza vincoli di tempo.

Regimi a confronto

 

 Regime dei minimi

 Nuovo regime forfetario

Limite di fatturato

 30.000 euro

 15.000 euro

 

Imposta sostitutiva

 - 5%

 - si calcola sul reddito effettivamente prodotto

 - 15%

 - si calcola su soglie preordinate in base all’ambito di attività

Limite dei beni   strumentali acquistabili

 - 15.000 euro

 -non sono ammesse spese per lavoro   accessorio, dipendente ed assimilato

 - 20.000 euro

 - ammesse spese per l’acquisizione di lavoro accessorio,  dipendente ed assimilato fino a 5.000 euro all’anno

Specifica disciplina di vantaggio per i contribuenti che iniziano una nuova attività (start up)

All'interno del nuovo regime forfettario, viene prevista una specifica disciplina di vantaggio per le nuove attività , ovvero per l'anno di inizio dell'attività e per i 2 successivi viene applicata una riduzione del reddito imponibile in misura di 1/3 .

A tal fine per poter beneficiare del regime è necessario che, in sede di inizio attività:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti previsti per il regime forfetario

Ad esempio

Reddito, 15.000 euro di compensi, coefficiente di redditività 78% = 11.700 riduzione di 1/3 = 7.800*15%= 1.170 euro.

Nel caso dei regime dei minimi calcolando il 5% su 15.000= euro 750 appare notevolmente penalizzante rispetto al carico fiscale del nuovo .regime.

Per chi avesse intenzione di avviare nei prossimi mesi un’attività libero professionale è, quindi, più conveniente farlo immediatamente, comunque prima del 31 dicembre 2014.

Sergio Nunziante

Schermata 2014-10-21 alle 19.39.36Ecco un argomento che abbiamo trattato numerose volte e riteniamo sia utile parlarne periodicamente, anche per informare i colleghi che si sono iscritti ad Enpab da poco tempo e sono già bombardati da informative falsate.

Il sistema contributivo di calcolo delle pensioni è stato adottato dall'Enpab fin dalla sua nascita nel 1996 e dal 1 gennaio 2012 è il sistema di calcolo che vale per tutte le prestazioni pensionistiche e, quindi, per tutti i cittadini italiani.

Tale sistema prevede che ciascun iscritto versi alla propria cassa di previdenza una percentuale del suo reddito (per Enpab l'11% per il 2013, per INPS gestione separata il 27%), tali contributi (soggettivi) vengono rivalutati ogni anno con un'aliquota legata al PIL ed all'Inflazione (è il Ministero delle finanze a comunicarci tale dato). Alla fine della propria attività lavorativa (non prima dei 65 anni per i Biologi), la somma di tutti i contributi, opportunamente rivalutati, verranno restituiti agli iscritti sotto forma di ratei pensionistici secondo la prospettiva di vita (dato fornito dall'Istat ).

Come è ovvio che sia nulla viene lasciato alla discrezionalità di un ente di previdenza, tutto è codificato da rigide norme legislative.

Persone che nulla capiscono di previdenza gridano allo scandalo per pensioni di 30 euro che Enpab elargisce.

Vediamo insieme chi sono i colleghi che percepiscono 30 euro di pensione al mese!

VITTORIO si è iscritto ad Enpab a 60 anni nel 2006 ed è andato in pensione nel 2011, dopo soli 5 anni di contribuzione. In questi 5 anni ha sempre versato solo i contributi minimi per un totale (compreso le rivalutazioni di legge) di 5.593 euro.

BRUNO si è iscritto ad Enpab a 55 anni nel 1996, ed è andato in pensione nel 2004 dopo 9 anni di contribuzione. Poichè Bruno era anche dipendente della pubblica amministrazione ha versato ad Enpab solo e sempre i contributi minimi ridotti del 50 % per un totale di 5.396 euro (comprese le rivalutazioni).

Questo discorso, però non vale per la maggior parte dei Biologi iscritti all'Enpab. Vi riporto ora i dati reali delle pensioni più alte erogate dall'Ente ad iscritti che investono nella loro previdenza.

LUISA si è iscritta nel 1996 ed è andata in pensione nel 2011, dopo 15 anni di contribuzione. Luisa ha sempre optato per versare il 20% di contribuzione soggettiva ed ha effettuato il riscatto degli anni di laurea. Luisa percepice una pensione di 1.502 euro mensili.

SALVATORE si iscrive nel 1996 ed va in pensione nel 2014, dopo 18 anni di contribuzione. Anche Salvatore è un biologo che ha sempre versato il 20% di contributi soggettivi. Salvatore percepisce una pensione di 1.261 euro mensili.

Gli esempi che vi ho riportato rispondono a verità e sono in ogni momento verificabili. Le bugie hanno le gambe corte e non si dovrebbero dire mai, ancor più grave se ripetute con l'unico fine di screditare un sistema che non si conosce. Per completezza dell'informazione, è importante aggiungere che in genere il Biologo va in pensione dopo una vita lavorativa di 35 - 40 anni e l'Enpab esiste solo da 18, fare quindi previsione a lunga scadenza sarebbe riduttivo e comunque semplicemente un esercizio scolastico.

Sergio Nunziante

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